Metodologia

Nella mia attività professionale ho scelto di basarmi esclusivamente sull’utilizzo di strumenti e metodologie di dimostrata efficacia nel campo della psicodiagnostica e della psicoterapia, di cui mi avvalgo per indirizzare il progetto terapeutico in maniera sicura ed efficace. In tutte le fasi del processo terapeutico, dall’analisi della domanda, alla presa in carico del paziente, per passare per la valutazione diagnostica e la condivisione del piano terapeutico, fino alla fase di mantenimento e di monitoraggio dei risultati del trattamento mi avvalgo sempre di strumenti validati empiricamente ed evidence-based che permettono di porre le basi del processo terapeutico su dati e fatti anziché su opinioni. All’interpretazione preferisco la misurazione in un’ottica di orientamento all’obiettivo.

Il progetto terapeutico, inoltre, viene sempre costruito in condivisione con la persona e rivalutato periodicamente. Chiarezza, trasparenza e condivisione  sono parole chiave nel mio lavoro.

Possiedo formazione avanzata e comprovata esperienza in analisi bioenergetica e psicologia cognitivo-comportamentale, oltre che in alcune tecniche psico-corporee come l’EMDR, il training autogeno, i sogni da svegli guidati ed a breve anche l’ipnosi, che impiego per il trattamento di disturbi specifici quali, a puro titolo esemplificativo, fobie, traumi, attacchi di panico, dipendenze come quelle dal cibo, ecc.

Queste caratteristiche mi hanno permesso negli anni di sviluppare un mio personale stile terapeutico che coniuga ed integra aspetti cognitivi ad altri più prettamente corporei e non verbali, sempre supportati dall’impiego di tecniche riconosciute a livello mondiale per la loro dimostrata efficacia (CBT ed EMDR – Organizzazione Mondiale della Sanità).

Svolgo inoltre attività di valutazione psicodiagnostica sia in ambito clinico che giudiziale e stragiudiziale, in particolare attraverso l’impiego del test delle macchie di Rorschach, metodo Exner usato in combinazione con l’MMPI. Ciò al fine di concettualizzare e concordare un piano terapeutico quanto più centrato sulle reali esigenze del paziente. Spesso utilizzo anche i classici test cosiddetti “carta e matita” come il test della figura umana e quello della famiglia.