La dieta in tempo di feste….

ID-10055226 by stuart miles

Si avvicina il Natale e, con esso, il classico dilemma “Devo mettermi a dieta, non posso mangiare.”. Quante volte capita di pensare tristemente di dover affrontare la prova della tavola con amici e parenti che, quasi sadicamente, pronunciano frasi del tipo: “Non sai che ti perdi!” oppure “Per un pezzetto cosa vuoi che ti succeda?” e si complimentano tra loro, degustando con facce estasiate le varie prelibatezze. Noi assistiamo basiti alla scena, increduli di tanta mancanza di considerazione nei nostri confronti, mentre siamo lì a tentare di resistere di riempirci il piatto come loro. Ogni tanto, poi, vediamo passare sotto il nostro naso portate pantagrueliche, con tanto di sventagliata di profumi, colori ed impiattamenti (che tanto vanno di moda adesso) che rendono ancora più difficile resistere alle tentazioni.

Mi capita nel corso delle visite ambulatoriali, poi, di assistere a scene in cui la moglie al marito (più raramente il contrario, per la verità…) oppure la mamma al figlio, esclamano: “Hai sentito cosa aveva detto il dottore? A Natale niente panettone, niente torrone, niente cotechino, niente lasagna e niente spumante!“. Loro, però, sì.
In realtà, per quanto una persona possa strafogarsi di cibi calorici alla cena della vigilia ed al pranzo di Natale (e mettiamoci anche Capodanno e la Befana), non è la singola occasione di festa che crea il danno, quanto il modo generale di accostarsi al cibo durante tutte le feste.
In un’importante ricerca condotta presso una prestigiosa università di New York nel 2006, è stato riscontrato che, già eliminando solo 100 kCal. (l’equivalente di una barretta energetica o di un pugno di pasta), possiamo perdere già 5-6 chili nel corso di un anno!
Dunque non è il singolo giorno in cui eccediamo con il cibo a fare la differenza, ma l’abitudine a trasgredire tutti i giorni, e questo è un aspetto che riguarda soprattutto chi mangia per placare le emozioni, chi ha uno stile di vita poco regolare o chi ha, come diciamo noi psicologi, un “locus of control” esterno anziché interno, quindi basa le sue decisioni non sulle sensazioni interne di fame e sazietà, ma su altri fattori quali quelli ambientali, sociali, emotivi, ecc. dettati da aspetti e condizioni esterne.
Dunque, viviamo serenamente queste occasioni di incontro con i parenti e gli amici (che già di per se, spesso, sono fonte di stress, noia ed altre emozioni che ci portano involontariamente a mangiare di più ed a ricorrere al cibo come fonte di consolazione), e concediamoci un premio perché, magari, saremo più attenti negli altri giorni di feste, abolendo gli extra e concentrandoci su attività più piacevoli come le passeggiate per i mercatini, i concerti di Natale, un bel pomeriggio a pattinare sul ghiaccio, i lavoretti fatti in casa con i bambini…queste, infatti, sono tutte occasioni che, oltre a rendere più piacevoli le feste, ci aiutano a dare il giusto peso (è proprio il caso di dirlo!) al cibo ed al significato che gli attribuiamo.
In caso risulti comunque difficile trovare il punto da cui partire, ecco di seguito alcuni consigli su come iniziare a mangiare più consapevolmente:

  1. Attenzione al momento del brindisi, perché la forma del bicchiere influisce su quanto alcool e quindi quante calorie vuote ingeriamo. Usate quindi i classici bicchieri a flûte e non quelli da tavola, più larghi, solo perché ce li avete già a disposizione. Inconsapevolmente, infatti, tendiamo a tenere conto dell’altezza del bicchiere, ma non della sua base.
  2. I piatti del servizio per le feste solitamente sono più grandi di quelli che usiamo tutti i giorni, quindi rischiamo di servirci più cibo di quanto ne possiamo realmente mangiare e di quanto effettivamente ne necessitiamo (inconsapevolmente tendiamo a porre attenzione al bordo del piatto e non alla sua area/grandezza)
  3. Alimenti pre-incartati e/o porzionati come il panettone ed il torrone possono indurci a mangiare di più perché pensiamo automaticamente di dover finire la porzione (se apriamo un torrone difficilmente di solito ne avanza un pezzetto).
  4. Non facciamoci distrarre troppo dalle conversazioni a tavola. Più si sta a tavola con il cibo davanti e più si è spinti, per convivialità, a mangiare ancora una fetta di panettone, un torroncino o a bere un goccio di spumante. Quindi, per esempio, lasciare davanti a noi gli incarti dei torroncini ci aiuta a contare quanti ne abbiamo già mangiati fino a quel momento ed a contenere la nostra voglia di mangiarne altri.
  5. Ascoltare i segnali di sazietà e chiedersi sempre se la fetta di panettone o il bis di lasagna che si sta prendendo è per fame o per gola. Se il secondo bicchiere di spumante può essere evitato (magari abbiamo solo sete) o se per distrazione ci stiamo mangiando frutta secca a volontà (noci, nocciole, datteri ed altro imperversano sulle tavole delle feste).

Image by Stuart Miles, courtesy freedigitalphotos.net

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